sabato 6 ottobre 2012

Quando si dice ERASMUS


"Basterebbe la prima settimana per dire che ne vale la pena: basterebbe mettersi nei panni di una poco più che ventenne che sale per la prima volta su un aereo da sola, che atterra in un luogo dove parlano una lingua sconosciuta, che deve trovarsi una casa, degli amici, un nuovo posto nel mondo. Squilibrio, è la parola giusta. Perché che tu finisca nel posto più civilizzato del nord Europa oppure in un Portogallo che sembra fermo ai nostri anni Sessanta, quello che più impari a conoscere sono i vizi e le virtù di casa tua. C’è chi dice che non si è mai sentito tanto italiano come quando era in Erasmus. Di certo, nel bene e nel male, in quei mesi ci sono tutto il tempo e la distanza necessari per setacciare lapropria vita pubblica e privata. Ovvio, dipende come lo si affronta."

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